Dispositivi di protezione individuale (DPI): guida completa su obblighi, categorie e sicurezza sul lavoro

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La sicurezza sul lavoro rappresenta un elemento centrale per qualsiasi organizzazione produttiva. In questo contesto, i dispositivi di protezione individuale (DPI) svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione degli infortuni e nella tutela della salute dei lavoratori, soprattutto nei settori industriali, edilizi, logistici e manifatturieri.

Comprendere cosa sono i DPI, come vengono classificati, quali obblighi normativi regolano la loro fornitura e in quali situazioni devono essere utilizzati è essenziale per aziende, responsabili della sicurezza e uffici acquisti. Una gestione corretta dei dispositivi di sicurezza non riguarda solo la conformità normativa, ma anche l’efficienza operativa e la riduzione del rischio aziendale.

In questa guida analizziamo in modo completo definizione, categorie, obblighi e buone pratiche per la scelta e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, con un approccio pratico orientato alle esigenze B2B.

Indice

  1. Cosa sono i dispositivi di protezione individuale (DPI)
  2. Quali sono le tipologie e le categorie dei DPI
  3. Normativa DPI aggiornata al 2026: riferimenti e obblighi
  4. Che obblighi ha il datore di lavoro per la fornitura dei DPI
  5. Quando e come devono essere utilizzati i DPI
  6. Buone pratiche e consigli per la scelta dei DPI

Cosa sono i dispositivi di protezione individuale (DPI)

Quando si parla di sicurezza aziendale, una delle domande più frequenti è: cosa sono i DPI? I dispositivi di protezione individuale sono tutte quelle attrezzature destinate a essere indossate o tenute dal lavoratore con lo scopo di proteggerlo da uno o più rischi che possono minacciarne la salute o la sicurezza durante l’attività lavorativa. Rientrano tra i DPI, ad esempio:

  • guanti da lavoro;
  • caschi di protezione;
  • occhiali e visiere;
  • scarpe antinfortunistiche;
  • dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
  • protezioni acustiche;
  • indumenti ad alta visibilità.

È importante distinguere i DPI dai dispositivi di sicurezza collettiva. I primi agiscono direttamente sulla persona, mentre i secondi intervengono sull’ambiente di lavoro (parapetti, aspirazioni, barriere protettive). Nel sistema di prevenzione aziendale, i dispositivi di protezione individuale rappresentano l’ultima misura di difesa, da adottare quando non è possibile eliminare il rischio alla fonte o ridurlo sufficientemente tramite misure tecniche o organizzative.

Quali sono le tipologie e le categorie dei DPI

I DPI vengono classificati in base al livello di rischio dal quale proteggono il lavoratore. Questa suddivisione consente di stabilire requisiti tecnici, certificazioni e modalità di controllo differenti.

DPI di prima categoria

Comprendono i dispositivi destinati a proteggere da rischi minimi, come piccoli urti o agenti atmosferici non estremi. Sono generalmente utilizzati in attività a basso rischio. Esempi:

  • guanti per rischi lievi;
  • occhiali contro polvere non pericolosa;
  • indumenti protettivi leggeri.

DPI di seconda categoria

Rientrano in questa categoria i dispositivi che proteggono da rischi significativi ma non mortali o permanenti. È la categoria più ampia e diffusa nei contesti industriali. Esempi:

  • scarpe antinfortunistiche;
  • caschi da cantiere;
  • protezioni contro tagli o abrasioni.

DPI di terza categoria

Una domanda frequente riguarda i DPI di terza categoria: quali sono? Si tratta dei dispositivi progettati per proteggere da rischi gravi o mortali, oppure da danni permanenti alla salute. Tra questi troviamo:

  • dispositivi anticaduta;
  • autorespiratori;
  • protezioni contro agenti chimici pericolosi;
  • sistemi di protezione contro temperature estreme.

Per questa categoria sono previsti obblighi aggiuntivi, come formazione specifica e addestramento obbligatorio per i lavoratori.

Normativa DPI aggiornata al 2026: riferimenti e obblighi

La normativa sui dispositivi di protezione individuale è disciplinata principalmente da due riferimenti:

  • Regolamento (UE) 2016/425 sui DPI;
  • Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro).

Il regolamento europeo definisce i requisiti essenziali di salute e sicurezza per la progettazione e la commercializzazione dei DPI all’interno dell’Unione Europea, stabilendo criteri di certificazione, marcatura CE e procedure di valutazione della conformità.

Il D.Lgs. 81/08, invece, regola l’utilizzo dei DPI nei luoghi di lavoro italiani, definendo responsabilità, obblighi del datore di lavoro e diritti dei lavoratori. In particolare, stabilisce che i DPI devono essere:

  • adeguati ai rischi presenti;
  • conformi alle normative vigenti;
  • ergonomici e compatibili tra loro;
  • mantenuti in efficienza.

Gli aggiornamenti normativi più recenti hanno rafforzato l’attenzione sulla valutazione del rischio e sulla formazione dei lavoratori, sottolineando che la semplice consegna del dispositivo non è sufficiente senza un corretto addestramento all’uso.

Che obblighi ha il datore di lavoro per la fornitura dei DPI

Il datore di lavoro ha responsabilità precise nella gestione dei dispositivi di protezione individuale. Gli obblighi principali comprendono:

  1. valutare i rischi presenti attraverso il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi);
  2. individuare i DPI adeguati alle mansioni svolte;
  3. fornire gratuitamente i dispositivi ai lavoratori;
  4. garantire formazione, informazione e addestramento;
  5. assicurare manutenzione, sostituzione e igiene dei DPI.

È inoltre necessario verificare che i lavoratori utilizzino correttamente i dispositivi forniti e che questi siano sempre in condizioni di efficienza.

Per molte aziende, soprattutto nei settori edilizia e industria, la scelta dei DPI passa anche attraverso la selezione di fornitori affidabili e specializzati. Ad esempio, nella scelta di guanti tecnici e abbigliamento professionale è possibile valutare soluzioni dedicate all’abbigliamento da lavoro e guanti professionali, integrando comfort e conformità normativa.

Quando e come devono essere utilizzati i DPI

I DPI devono essere utilizzati ogni volta che i rischi non possono essere eliminati o ridotti sufficientemente attraverso misure preventive collettive o modifiche organizzative. L’utilizzo corretto richiede:

  • verifica preventiva dell’integrità del dispositivo;
  • utilizzo conforme alle istruzioni del produttore;
  • compatibilità con altri DPI indossati;
  • sostituzione in caso di usura o danneggiamento.

Un errore comune consiste nel considerare i DPI come una soluzione autonoma. In realtà fanno parte di un sistema più ampio di protezione sul lavoro, che comprende formazione, procedure operative e controlli periodici.

Buone pratiche e consigli per la scelta dei DPI

La selezione dei dispositivi di sicurezza non dovrebbe basarsi esclusivamente sul prezzo o sulla disponibilità immediata. In ambito B2B, una scelta efficace considera diversi fattori:

  • Analisi del rischio reale. Ogni ambiente di lavoro presenta rischi specifici. I DPI devono essere selezionati in funzione delle reali condizioni operative, evitando sovra-protezioni inutili o protezioni insufficienti.
  • Comfort ed ergonomia. Un dispositivo scomodo tende a essere utilizzato in modo scorretto o discontinuo. Vestibilità, traspirabilità e libertà di movimento incidono direttamente sulla sicurezza.
  • Compatibilità tra dispositivi. Caschi, occhiali, cuffie e protezioni respiratorie devono poter essere utilizzati contemporaneamente senza compromettere la protezione.
  • Durata e gestione del ciclo di vita. Un corretto piano di sostituzione e manutenzione riduce costi imprevisti e garantisce continuità operativa.

FAQ

Chi fornisce i dispositivi di protezione individuale al lavoratore?

La normativa stabilisce che il datore di lavoro deve fornire gratuitamente i DPI necessari, assicurandosi che siano adeguati ai rischi e conformi alle disposizioni di legge.

Cosa si intende per protezione sul lavoro?

Per protezione sul lavoro si intende l’insieme di misure tecniche, organizzative e procedurali finalizzate a prevenire infortuni e malattie professionali, includendo sia dispositivi di sicurezza collettivi sia individuali.

In quante categorie sono suddivisi i dispositivi di protezione individuale?

I DPI sono suddivisi in tre categorie, in base al livello di rischio da cui proteggono: prima categoria (rischi minimi), seconda categoria (rischi intermedi) e terza categoria (rischi gravi o mortali).

Quali sono i dispositivi di protezione individuale?

Tra i principali DPI rientrano caschi, guanti, scarpe antinfortunistiche, occhiali protettivi, protezioni acustiche, dispositivi anticaduta e protezioni respiratorie.

Quando devono essere usati i DPI?

I DPI devono essere utilizzati quando i rischi non possono essere eliminati o ridotti sufficientemente tramite misure tecniche o organizzative e ogni volta che previsto dalla valutazione dei rischi aziendale.

Fonti e riferimenti normativi

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